6 août 2026 — 10 janvier 2027
LE FESTIVAL, C’EST AUSSI NOUS !
Histoires partagées du Festival du film de Locarno
Fondé en 1946, le Festival du film de Locarno est le plus ancien festival de cinéma de Suisse. Aucours des décennies, cet événement culturel majeur a profondément marqué la région, lemonde du cinéma et d’innombrables personnes. Réciproquement, beaucoup de gens ontfaçonné cette manifestation et influencé sa trajectoire.
Pourtant, certaines voix importantes restent absentes des récits officiels sur l’histoire dufestival : celles des (ancien·nes) collaborateur·ices, des riverain·es, des acteur·ices culturel·les,des festivalier·ères et des commerçant·es.
Entre 2024 et 2026, l’équipe du projet piazza nostra a recueilli leurs témoignages. Uneexposition dans la cour intérieure du Museo Casorella, installée dans l’ancienne cabine deprojection de la Piazza Grande et un parcours dans la ville présentent des entretiens filmés etdes photographies d’archives : un matériau qui dévoile des histoires jusqu’alors méconnues, dessecrets bien gardés et des anecdotes inoubliables sur le Festival du film de Locarno.
Plus d’informations > piazzanostra.ch
29 marzo-31 maggio 2026
LA REGIONALE
Il Museo Casorella di Locarno, custode della Donazione Jean e Marguerite Arp e delle sculture di Max Bill, si popola dal 29 marzo al 31 maggio delle opere di venti artiste e artisti della scena contemporanea, rappresentative del panorama culturale del Ticino e del Grigioni italiano. Curata dall’associazione ACXSI (Arte Contemporanea per la Svizzera italiana), la mostra si offre come piattaforma di scambio intergenerazionale e un confronto multidisciplinare, in costante dialogo con il territorio. La mostra sarà accompagnata da una rassegna di eventi aperti al pubblico, per favorire una partecipazione ampia e consapevole, integrando il progetto nel contesto culturale locale in modo dinamico.
La selezione finale comprende: Aldo Mozzini, Alice Marinoni, Camillo Paravicini, Davide Barberi, Davide Cascio, Eleonora Meier, Elia Varini, Flavio Paolucci, Giorgia Piffaretti, Giorgio Zeno Graf, Gloria Tomasini, Karim Forlin, Kaspar Ludwig, Lisa Lurati, Marco Scorti, Marta Margnetti, Maude Léonard-Contant, Maya Hottarek, Peilian Li, Valentina Pini.
La terza edizione della Regionale segna l’inizio di una fase significativa nella storia del progetto, inaugurando la sua nuova identità itinerante. Dopo le prime due edizioni realizzate a Villa Ciani a Lugano, la mostra si terrà a cadenza biennale in un diverso museo della Svizzera italiana, con l’obiettivo di rafforzare il proprio radicamento regionale e il dialogo con le istituzioni culturali locali.
Maggio info > laregionale.ch
6 aprile 2025-11 gennaio 2026
ZAO WOU-KI
Il Museo Casorella custodisce e valorizza le collezioni d’arte della Città di Locarno, nelle quali confluisce un notevole patrimonio non solo artistico ma anche storico e identitario. Coerentemente con questa missione, per questo nuovo allestimento si è deciso di attingere al lascito devoluto alla Città nel 1977 dall’editore locarnese Nesto Jacometti (1898-1973): un fondo che si compone di quasi la totalità della sua opera editoriale, oltre che di parte della sua collezione personale, per un totale di più di 1500 lavori.
La mostra si concentra su un prezioso nucleo costituito da opere del pittore cinese-francese Zao Wou-Ki (1920-2013), che nel 1950 a Parigi aveva stretto amicizia con Jacometti, collaborando con lui fino al 1965. Il percorso espositivo riunisce stampe, acquarelli e olii, espressione di un passaggio cruciale del percorso artistico del pittore, quando, ispirato dall’arte di Paul Klee, si confronta con un altro modo di dipingere, che dal 1953 lo condurrà verso l’astrazione.
«Nature morte, fiori e animali sono scomparsi. Ho cercato di trovare, con i segni, qualcosa di immaginario che apparisse su sfondi quasi monocromatici.
(…) Poi, a poco a poco, i segni sono diventati forme, gli sfondi sono diventati spazio.» Altrettanto decisiva è stata infatti, nel 1957, la scoperta dell’arte stratta americana, che lo porta a proiettare la sua pittura nello spazio, a giocare con ritmo e relazioni tra i colori o il monocromo, concentrando e deflagrando le sue composizioni.
Sono tappe fondamentali del percorso di Zao Wou-Ki, che si leggono attraverso la selezione di opere in mostra, frutto della collaborazione tra l’artista e Jacometti editore, ma che pure sono, talora, doni diretti e dedicati «all’amico Nesto», a testimonianza di un rapporto professionale sfociato in amicizia e stima, rimaste salde negli anni pur nella differenza di visione e di personalità.
10-22 settembre 2024
FISHEL RABINOWICZ: LA VITA E IL PROGETTO ARTISTICO
In occasione del centenario della nascita di Fishel Rabinowicz, il Museo Casorella è orgoglioso di presentare la prima esposizione dedicata alla vita e alle opere di questo eccezionale artista, testimone diretto delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale. La mostra si terrà dal 10 al 22 settembre 2024 a Locarno.
Fishel Rabinowicz è nato nel 1924 a Sosnowiec, in Polonia, in una numerosa famiglia ebraica tradizionale, terzo di dieci figli.
Con lo scoppio della guerra la sua vita e quella dei suoi familiari subì una svolta drammatica. Quando nel settembre del 1939 la Polonia fu invasa dalle truppe tedesche era ancora uno studente, ma dovette abbandonare gli studi in seguito ai divieti nazisti di frequenza scolastica per gli ebrei. Il 26 maggio 1941 venne catturato in una retata e trasportato in un campo di lavoro forzato dove trascorse tre anni, in 9 diversi campi nazisti di concentramento.
Nella Shoah scomparvero trentuno dei suoi familiari, ivi compresi i genitori, tre fratelli e quattro sorelle.
L’11 aprile 1945 la liberazione, ad opera della terza armata dell’esercito americano al comando del generale Patton, lo colse nel famigerato campo di Buchenwald.
Dopo la guerra, si trasferì in Svizzera, dove apprese il mestiere di grafico e decoratore a Zurigo e Parigi. Si stabilì poi nel Canton Ticino, dove continuò la sua carriera e fondò una famiglia. Nel 1989, Rabinowicz decise di dedicarsi completamente all’arte, sviluppando un progetto artistico focalizzato sulla cultura e tradizione ebraica.
Altri hanno pensato a raccogliere il patrimonio dei ricordi autobiografici, delle narrazioni orali e delle leggende degli ebrei dell’Europa Orientale; ma la forma espressiva più congeniale a Rabinowicz, quella in cui poteva trovare il massimo “impulso liberatorio”, anche in senso terapeutico, è quella dell’immagine.
Ciò che più gli premeva era realizzare un tipo di presentazione simbolica con la quale potesse dare un’espressione grafica non ai volti, agli oggetti, agli episodi di vita quotidiana della comunità alla quale ha appartenuto né alla raffigurazione fisica dell’orrore dei Lager, ma all’essenza culturale e al messaggio spirituale di cui la sua gente si è fatta portatrice attraverso i secoli. La missione della stirpe di Israele che si è concretizzata nei momenti salienti della sua storia civile e religiosa.
La tecnica con la quale Fishel Rabinowicz ha raffigurato i concetti della tradizione ebraica è quella dei paper cuts, tramite la sovrapposizione di due fogli. Sul primo di essi sono ritagliate figure geometriche e lettere che risaltano sullo sfondo offerto dal foglio generalmente di colore nero o grigio. Queste iconografie intendono essere reperti archeologici di una cultura – o forse i relitti di un naufragio, strappati alla distruzione non solo della guerra, ma anche di una modernità che relega negli scantinati i patrimoni delle tradizioni, come anticaglie senza più valore. Attraverso di esse, chi li osserva può ancora avvertire il sapore e l’aroma di quel mondo spirituale ormai lontano la cui eco, l’impresa artistica di Rabinowicz, cerca di prolungare nella memoria di chi resta.
25 giugno – 3 settembre 2023
SPAZIO DATO
Visarte Ticino, associazione di tutela dei diritti degli artisti, ha da sempre un legame particolare con la città di Locarno; quando ancora si chiamava SPSAS ebbe qui per anni una propria galleria permanente. Nel 2023 è tornata a organizzare esposizioni a Locarno, prima nell’Ospedale Regionale La Carità, con tre mostre tematiche dedicate ad opere bidimensionali – di cui è in corso la prima, di opere informali e concettuali – ed ora in due edifici museali cittadini.
Nel Castello Visconteo e nella corte del Museo Casorella, in partenariato con i Servizi Culturali della Città di Locarno, Visarte Ticino aprirà sabato 24 giugno alle 17 la collettiva Spazio Dato, una selezione di opere di scultura contemporanea e installazioni prodotte da suoi soci vecchi e nuovi.
Ad essa partecipano 26 artiste ed artisti con 28 opere, di cui 10 ripartite nelle corti dei due musei e 18 disposte lungo un percorso labirintico all’interno dell’affascinante Castello Visconteo.
Le artiste e gli artisti partecipanti sono, in ordine alfabetico: Brigitte Allenbach-Stettbacher, Teo Baehler, Fiorenza Bassetti (di cui un’opera in collaborazione con Piero Zeni), Susanna J. Baumgartner, Marisa Casellini, Umberto Cavenago, Fabiola Di Fulvio & Tobias Hobi, Nino Doborjginidze, Alex Dorici, Karim Forlin, Nelly Frei, Patricia Jacomella Bonola, Christine Lifart, Steff Lüthi, Maddalena Mora, Pascal Murer, Rosita Peverelli, Gianni Poretti, Marco Prati, Gerda Ritzmann, Ivo Soldini, Antonio Tabet, Giuliano Togni, Yvonne Weber, Hanspeter Wespi e Flavia Zanetti.
Questa selezione offre un panorama eterogeneo per tecniche, materiali e linguaggi, così come ben differenti tra loro sono i tanti artisti soci di Visarte, per età, regione e riferimenti artistici e culturali.
L’esposizione, è organizzata da Visarte Ticino, in partenariato con la Città di Locarno, e curata da Riccardo Lisi, Al Fadhil e Cosimo Filippini.
29 ottobre 2022 – 5 febbraio 2023
ROSALDA GILARDI BERNOCCO. NEL CENTENARIO DELLA NASCITA
Nel 1999 la scultrice Rosalda Gilardi Bernocco (1922 – 1999), italiana di nascita ma ticinese di adozione, donava alla Città di Locarno un cospicuo lascito composto da sculture, dipinti, grafiche, opere di altri autori appartenenti alla sua collezione personale, la biblioteca e numerosa documentazione riguardante il suo percorso.
In occasione del centenario della nascita dell’artista, il Museo Casorella espone per la prima volta una selezione significativa di opere appartenenti al lascito, che testimoniano la qualità di un’artista considerata una delle grandi figure della scultura negli anni Sessanta e Settanta, e una delle poche ad aver ricevuto riconoscimenti a livello internazionale.
10 septembre 2022 – 8 janvier 2023
EMILIO BALLI: LE REGARD D’UN LOCARNESE SUR LE MONDE
Diario fotografico del viaggio intorno al mondo del 1878-1879
Questa mostra intende onorare Emilio Balli, fondatore del Museo di Locarno e intrepido viaggiatore, che fu una figura chiave della cultura nel Locarnese a cavallo tra il XIX e il XX secolo. L’opera dello studioso Emilio Balli riunisce in una felice sintesi l’attenzione per la realtà locale e per quella universale.
I discendenti di Emilio Balli hanno conservato le sue collezioni. Dal 1997 si impegnano per valorizzarne la figura.
Questa esposizione si innesta su progetti che coinvolgono il Dipartimento di geografia e dell’ambiente dell’Università di Ginevra e il Museo di Valmaggia di Cevio.
10 octobre – 12 décembre 2021
ANTONIO CISERI E IL TICINO. HOMMAGE
La mostra, frutto di una collaborazione tra i Servizi culturali della Città di Locarno e l’Associazione Antonio Ciseri 2021, riunisce un importante nucleo di opere di Antonio Ciseri di proprietà pubblica e privata, identificate sul territorio ticinese in occasione del bicentenario della nascita del pittore, alcune di esse esposte per la prima volta in Ticino. Les différentes œuvres – dessins, croquis et peintures – témoignent de la pratique créative de Ciseri et du soin méticuleux apporté à toutes ses créations, essentiellement des portraits et des sujets sacrés et historiques, dont certains sont étudiés et élaborés depuis des années. De plus, en évoquant les commandes importantes, les distinctions reçues et les nombreux contacts entretenus dans le canton, l’exposition entend situer l’artiste dans son époque et dans la société tessinoise dans laquelle, tout en vivant et travaillant avec un succès considérable à Florence, il a constamment déplacé avec soin, toujours soucieux de cultiver les liens familiaux et professionnels dans son territoire d’origine.
1er août – 1er novembre 2021
OMAGGIO / HOMMAGE / OMAGI 2021
À partir du 1er août 2021, la cour du Musée Casorella accueillera l’exposition Omaggio 2021, fruit de la collaboration entre la Ville de Locarno et omaggio2021.ch.
L’initiative, qui s’inscrit dans le sillage des célébrations du 50e anniversaire du droit de vote des femmes, présente 52 portraits de personnalités féminines ayant courageusement lutté pour leur indépendance et l’égalité des chances.
C’est un hommage aux pionnières, femmes des quatre coins de Suisse, qui, sur une période de 100 ans, se sont battues pour la création d’une société ouverte. Les revendications des femmes ont non seulement permis de leur octroyer le droit de vote, entériné en 1971, mais également d’affirmer la réussite du beau sexe dans divers domaines. Ainsi, de nombreuses femmes se sont imposées de façon significative dans les domaines de l’éducation, du social, de la finance, de l’art, de la religion et de la politique.
Le projet a été développé grâce à la collaboration d’historiens, de femmes de culture et de sociologues de tous les cantons, qui ont tout d’abord sélectionné 5 à 8 femmes de leur canton, puis rédigé les textes biographiques disponibles sur le site web de l’initiative. Plus tard, des écoles de toute la Suisse ont désigné deux figures féminines parmi la sélection proposée par les experts et jeté les bases de cette exposition.
Pour chaque canton, l’exposition présente donc deux portraits de femmes dont le visiteur peut entendre la description, dans toutes les langues nationales ainsi qu’en anglais, via le QR code imprimé sous chacun des portraits.
Il Dicastero Cultura della Città di Locarno si è avvalso inoltre della collaborazione dell’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino (AARDT) per ampliare la mostra con alcuni ritratti di donne che hanno lasciato il segno nel nostro Cantone.
L’offerta culturale cittadina si arricchisce dunque di un doveroso omaggio a questo anno giubilare, accompagnando i visitatori del Museo Casorella in una intensa scoperta o riscoperta dei profili di donne svizzere che hanno scritto la nostra storia.
6 décembre 2020 – 18 avril 2021
REGARDS SUR LE TESSIN. LE PAYSAGE VU PAR DES ARTISTES HELVÈTES ET ÉTRANGERS DU SIÈCLE DERNIER
L’initiative fait partie du projet « Culture on the move », promu par le canton et destiné à promouvoir la notion de mobilité à l’occasion de l’ouverture du tunnel du Ceneri et des festivités d’inauguration du réseau régional tessinois Celere.
Le Musée Casorella en profite pour souligner l’environnement socioculturel vertueux constitué au siècle dernier par les personnalités étrangères et helvètes qui ont emménagé au Tessin et, pour ce faire, voyagé pour se rendre dans le sud de la Suisse.
L’exposition présente une sélection d’œuvres de dix artistes ayant séjourné dans nos régions et abondamment représenté le paysage au court de la première moitié du XXe siècle, incluant Hermann Hesse, Paul Camenisch, Ignaz Epper, Marianne Werefkin, Gordon Mallet Mc Couch et Arthur Segal.
Il s’agit d’une réflexion intéressante sur la mobilité d’alors, qui permit à des artistes renommés de poser les yeux sur l’intensité lumineuse et les plus vives couleurs des paysages tessinois. Un « élan » qui a contribué à enrichir davantage le patrimoine artistique et culturel de notre territoire.
12 juillet – 29 novembre 2020
NESTO JACOMETTI, ÉDITEUR
La mostra si concentra sull’attività di editore di Nesto Jacometti, promotore di due importanti progetti: la Guilde Internationale de la Gravure e L’Oeuvre Gravée. Le due avventure editoriali sono strettamente legate al percorso biografico di Jacometti, ai luoghi e alle persone che ha conosciuto durante la sua vita.
Nato a Locarno sul finire del XIX secolo, all’età di 30 anni lascia il Ticino per trasferirsi a Parigi e immergersi nell’atmosfera bohème di Montparnasse. Conosce figure attive in campo editoriale, come Albert Skira e Pierre Cailler. Con quest’ultimo nasce una collaborazione che sfocia, nel 1949, in una gilda della stampa: un’edizione di incisioni e litografie destinate a una vasta diffusione, rappresentativa dell’opera degli artisti di fama del filone “post” Scuola di Parigi. Sono coinvolti artisti già conosciuti, come RufinoTamayo e Jean Lurçat, ma anche nuove figure come Antoni Clavé, Zao Wou-Ki, Alfred Manessier, Gustave Singier e Zoran Music.
Nel 1955 Jacometti sceglie di impegnarsi autonomamente in una nuova iniziativa, L’Oeuvre Gravée. Notevole la sua capacità di riuscire a legare a sé di nuovo nomi prestigiosi sulla scena artistica parigina. Inoltre molti artisti devono a lui l’iniziazione all’arte dell’incisione: tra questi Marino Marini, Massimo Campigli, Zao Wou-Ki, Johnny Friedlaender. Si distinguono in questa nuova esperienza anche Corneille, Max Ernst e Alberto Magnelli.
Dans les années 60, Nesto Jacometti retourna à Locarno où il y passa les dernières années de sa vie. Il choisit de laisser un assortiment représentatif de ses estampes à des collections publiques suisses. Il offrit à Locarno le cadeau le plus généreux : la quasi-totalité de son œuvre en tant qu’éditeur, à laquelle est consacrée cette exposition, ainsi que la moitié de sa collection d’œuvres originales et de gravures.
7 avril 2019 – 14 juin 2020
GIOVANNI BIANCONI
La mostra temporanea inaugurale del Museo Casorella è direttamente legata alla Collezione cittadina, poiché presenta una selezione di silografie di Giovanni Bianconi (Minusio, 1891-1981), che fanno parte della raccolta civica dal 1990. Il fondo Bianconi allo stato attuale consta di 498 silografie stampate e 41 disegni e dipinti.
La selezione di opere in mostra dà ampio spazio alla vicinanza di Giovanni Bianconi al Ticino rurale, dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Le vedute, le figure, gli animali, gli oggetti, gli autoritratti, i ritratti mostrano al visitatore un prezioso spaccato del passato del territorio e raccontano la passione dell’uomo per il suo tempo, per la sua gente e per la vita di tutti i giorni, in procinto di essere sconvolta dalla trasformazione moderna.











