1° agosto – 1° novembre 2021

OMAGGIO / HOMMAGE / OMAGI 2021

Dal 1° agosto 2021 la corte del Museo Casorella ospiterà la mostra Omaggio 2021, frutto della collaborazione tra la Città di Locarno e omaggio2021.ch.

L’iniziativa si pone nel solco dei festeggiamenti per il 50° anniversario del diritto di voto e di elezione delle donne e presenta 52 ritratti di personalità femminili dimostratasi coraggiose nel lottare per la loro indipendenza e per le pari opportunità.

Si tratta di un omaggio alle pioniere di tutta la Svizzera, che nel corso di 100 anni si sono battute per la creazione di una società più libera. Le rivendicazioni femminili non sono servite unicamente al fine di ottenere il diritto di voto e di elezione, obiettivo conquistato nel 1971, ma anche per affermare il successo delle donne in svariati campi. Pertanto numerose personalità femminili si sono imposte in maniera rilevante nell’ambito della formazione, nel sociale, nell’economia, nell’arte, nella chiesa e nella politica.

Il progetto è stato ideato grazie alla collaborazione con storiche, figure femminili della cultura e sociologhe di tutti i cantoni, che hanno inizialmente selezionato 5-8 donne dei propri cantoni e hanno scritto i testi biografici disponibili sul sito web dell’iniziativa. In seguito, delle classi scolastiche in tutta la Svizzera hanno a loro volta individuato due figure femminili all’interno della scelta delle esperte e gettato le basi per la presente esposizione.

Questa mostra espone pertanto due ritratti di donne per ogni cantone e il visitatore potrà ascoltare alcune descrizioni, disponibili in tutte le lingue nazionali e in inglese, utilizzando il codice QR impresso sotto ogni ritratto.

Il Dicastero Cultura della Città di Locarno si è avvalso inoltre della collaborazione dell’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino (AARDT) per ampliare la mostra con alcuni ritratti di donne che hanno lasciato il segno nel nostro Cantone.
L’offerta culturale cittadina si arricchisce dunque di un doveroso omaggio a questo anno giubilare, accompagnando i visitatori del Museo Casorella in una intensa scoperta o riscoperta dei profili di donne svizzere che hanno scritto la nostra storia.

6 dicembre 2020 – 18 aprile 2021

OCCHI SUL TICINO. IL PAESAGGIO VISTO DA ARTISTI CONFEDERATI E STRANIERI DEL SECOLO SCORSO

L’iniziativa s’inserisce nel progetto Cultura in movimento, promosso dal Cantone, volto a valorizzare il concetto di mobilità nel contesto dell’apertura della galleria di base del Ceneri e in quello dei festeggiamenti per la messa in funzione della rete celere regionale del Cantone Ticino.

Casorella coglie l’occasione di mettere in luce il virtuoso ambiente socio-culturale instaurato durante il secolo scorso da personalità straniere e confederate che si sono trasferite in Ticino e che hanno dunque viaggiato per raggiungere il Sud della Svizzera.

La mostra presenta una scelta di opere di dieci artisti, tra cui Hermann Hesse, Paul Camenisch, Ignaz Epper, Marianne Werefkin, Gordon Mallet Mc Couch e Arthur Segal, che durante la prima metà del XX secolo hanno soggiornato nelle nostre regioni confrontandosi intensamente con il paesaggio.

Un interessante approfondimento sulla mobilità del passato, che ha permesso agli sguardi di validi artisti di posarsi sulla forza luminosa e sulle più vive cromie dei paesaggi ticinesi. Un “movimento” che ha arricchito ulteriormente il patrimonio artistico-culturale del nostro territorio.

12 luglio – 29 novembre 2020

NESTO JACOMETTI, EDITORE

La mostra si concentra sull’attività di editore di Nesto Jacometti, promotore di due importanti progetti: la Guilde Internationale de la Gravure e L’Oeuvre Gravée. Le due avventure editoriali sono strettamente legate al percorso biografico di Jacometti, ai luoghi e alle persone che ha conosciuto durante la sua vita.
Nato a Locarno sul finire del XIX secolo, all’età di 30 anni lascia il Ticino per trasferirsi a Parigi e immergersi nell’atmosfera bohème di Montparnasse. Conosce figure attive in campo editoriale, come Albert Skira e Pierre Cailler. Con quest’ultimo nasce una collaborazione che sfocia, nel 1949, in una gilda della stampa: un’edizione di incisioni e litografie destinate a una vasta diffusione, rappresentativa dell’opera degli artisti di fama del filone “post” Scuola di Parigi. Sono coinvolti artisti già conosciuti, come RufinoTamayo e Jean Lurçat, ma anche nuove figure come Antoni Clavé, Zao Wou-Ki, Alfred Manessier, Gustave Singier e Zoran Music.
Nel 1955 Jacometti sceglie di impegnarsi autonomamente in una nuova iniziativa, L’Oeuvre Gravée. Notevole la sua capacità di riuscire a legare a sé di nuovo nomi prestigiosi sulla scena artistica parigina. Inoltre molti artisti devono a lui l’iniziazione all’arte dell’incisione: tra questi Marino Marini, Massimo Campigli, Zao Wou-Ki, Johnny Friedlaender. Si distinguono in questa nuova esperienza anche Corneille, Max Ernst e Alberto Magnelli
A metà degli anni Sessanta Nesto Jacometti ritorna a Locarno e vi trascorre gli ultimi anni della sua vita. Decide di lasciare in legato ad alcune collezioni pubbliche svizzere una scelta rappresentativa delle sue stampe. A Locarno riserva il regalo più generoso: la quasi totalità della sua opera di editore, sulla quale si concentra questa esposizione e metà della sua collezione personale di opere originali e di incisioni.

7 aprile 2019 – 14 giugno 2020

GIOVANNI BIANCONI

La mostra temporanea inaugurale del Museo Casorella è direttamente legata alla Collezione cittadina, poiché presenta una selezione di silografie di Giovanni Bianconi (Minusio, 1891-1981), che fanno parte della raccolta civica dal 1990. Il fondo Bianconi allo stato attuale consta di 498 silografie stampate e 41 disegni e dipinti.
La selezione di opere in mostra dà ampio spazio alla vicinanza di Giovanni Bianconi al Ticino rurale, dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Le vedute, le figure, gli animali, gli oggetti, gli autoritratti, i ritratti mostrano al visitatore un prezioso spaccato del passato del territorio e raccontano la passione dell’uomo per il suo tempo, per la sua gente e per la vita di tutti i giorni, in procinto di essere sconvolta dalla trasformazione moderna. ​